Università degli Studi di Milano
Corso di perfezionamento in Strumenti giuridici di prevenzione e repressione della violenza di genere
Corso di perfezionamento in Strumenti giuridici di prevenzione e repressione della violenza di genere

Obiettivi formativi e settori occupazionali
Programma
Coordinamento
Docenza
Segreteria organizzativa e didattica
Sede del corso e degli uffici

Requisiti di ammissione
Domande di ammissione
Selezione dei candidati
Graduatoria degli ammessi
Quota di iscrizione
Immatricolazione
Attestato di frequenza e crediti formativi
Rinuncia alla frequenza

Durata
Calendario delle lezioni
Materiale didattico

a.a. 2018/2019

Obiettivi formativi

Il corso ha l’obiettivo di fornire ai partecipanti gli strumenti utili per conoscere e comprendere il fenomeno della violenza di genere, in tutte le sue manifestazioni, approfondendo, in particolare, le problematiche di tipo giuridico.

Il corso si propone di contribuire alla formazione degli iscritti, sia da un punto di vista teorico che pratico, consentendo loro di esaminare direttamente, per il tramite delle testimonianze degli operatori del settore, le maggiori criticità connesse al fenomeno della violenza di genere.

Sono previste, inoltre, diverse attività di esercitazione pratica da condurre in gruppo, in cui la composizione mista della classe consentirà di affrontare le tematiche oggetto di approfondimento in modo completo e multidisciplinare.

Il corso di articola in 6 distinti moduli:

Il primo modulo del corso sarà dedicato ad un inquadramento generale del fenomeno della violenza di genere, anzitutto attraverso la ricognizione, in termini statistici, della sua diffusione sul territorio nazionale. In questa fase introduttiva del corso, verrà inoltre dedicato un ampio spazio all’esame degli stereotipi di genere, della comunicazione sessista e, più in generale, dell’evoluzione della condizione della donna nel corso della storia italiana, con una particolare attenzione agli orientamenti elaborati dalla giurisprudenza (costituzionale e di merito) in materia.

Il secondo modulo si propone, anzitutto, di descrivere ed approfondire con quali strumenti giuridici e con quali risultati l’ordinamento italiano ha cercato – e sta attualmente cercando – di fronteggiare il fenomeno della violenza di genere. Nell’ambito di questo modulo, verranno inoltre esaminate, attraverso le testimonianze dei medici e psicologici che operano nel settore, le forme e i luoghi in cui la violenza di genere si manifestano.

Il terzo modulo riguarderà, anzitutto, l’analisi, in chiave diacronica, delle misure penali che il legislatore italiano ha inserito e più volte rivisto con l’obiettivo di reprimere efficacemente la violenza di genere. A tal riguardo, si cercherà di indagare, valorizzando gli esiti della ricerca condotta nell’ambito di un tavolo di lavoro promosso dalla Regione Lombardia e dall’Ordine degli Avvocati di Milano, la prassi giurisprudenziale del foro di Milano in relazione ai reati di cui agli artt. 572, 609-bis e 612-bis c.p. (incriminanti rispettivamente le condotte di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e stalking e atti persecutori). Questo modulo è volto inoltre allo studio delle forme di assistenza previste dall’ordinamento nazionale e dalle fonti sovranazionali in favore delle vittime di violenze. In questa prospettiva, verrà riservato un ampio approfondimento, in particolare, agli strumenti giuridici, processuali e non solo, che la legislazione nazionale ha introdotto negli ultimi anni al fine di potenziare e rafforzare le misure di assistenza alle donne vittime di violenza (prima, durante e dopo il processo penale in cui le stesse sono coinvolte in qualità di persone offese). Nell’ambito di questo modulo, verranno approfonditi, attraverso la testimonianza di magistrati, criminologi ed operatori dei servizi sociali, il tema della violenza assistita da parte del minore e del percorso rieducativo dell’uomo maltrattante.

Il quarto modulo sarà dedicato agli strumenti apprestati dal diritto civile, del lavoro e di famiglia al contrasto della violenza di genere e a tutela della vittima, con l’ambizione di diffondere conoscenze sull’utilizzo di strumenti molto efficaci, spesso sottoutilizzati, ed in grado di tenere insieme anche valutazioni sul contesto familiare e lavorativo in cui la donna si muova nella predisposizione di misure giudiziarie volte alla sua tutela. In questa fase del corso, verrà inoltre esaminato, alla luce della più recente giurisprudenza europea (della Corte EDU, in particolare), il tema degli obblighi positivi di assistenza che gravano in capo agli Stati per reprimere, ma soprattutto, prevenire i fenomeni di a di genere. Un ulteriore tema di interesse, che verrà esaminato in questa parte del corso, alla luce di alcune recenti pronunce giurisprudenziali, è quello che concerne la responsabilità civile dei magistrati chiamati a svolgere indagini su fatti di violenze di genere

Nell’ambito del quinto modulo, verranno analizzate alcune peculiari ipotesi di violenza perpetrate nei confronti delle vittimi cd. “doppiamente” vulnerabili: donne migranti e donne con disabilità. Lo studio di questi particolari casi consentirà di affiancare all’analisi delle problematiche più strettamente giuridiche, ulteriori tematiche d’interesse ai fini di una più ampia e puntuale conoscenza del fenomeno della violenza di genere: come quella dei reati culturalmente orientati, delle vittime di tratta e prostituzione nonché della condizione delle donne con disabilità. 

Il sesto ed ultimo modulo del corso, che si svilupperà all’interno di un workshop conclusivo, si propone di tirare le fila degli approfondimenti condotti durante il corso e, infine, di descrivere ed esaminare alcuni modelli virtuosi, proposti a livello interno e sovranazionale, utili per ragionare criticamente intorno alle possibili linee di sviluppo della materia.  

Settori occupazionali di riferimento

Il corso, in ragione del taglio specifico degli approfondimenti proposti, è pensato prevalentemente per gli iscritti all’Albo degli Avvocati e per gli iscritti al registro dei praticanti (abilitati o non abilitati), ma chiaramente aperto a tutti i laureati che intendano studiare e/o approfondire le tematiche connesse al fenomeno della violenza di genere.

I settori occupazionali di riferimento sono, pertanto, quelli in cui operano le seguenti categorie di professionisti:

  • Avvocati, praticanti avvocati e operatori giuridici di varia natura. 
  • Assistenti sociali, psicologi e operatori di centri di antiviolenza
  • Operatori della pubblica amministrazione

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